Aborti clandestini: scoperto ambulatorio degli orrori, dove giovani ragazze erano costrette ad abortire

Aborti clandestini: scoperto ambulatorio degli orrori, dove giovani ragazze erano costrette ad abortire

Giovani ragazze nigeriane rimaste incinte erano costrette a subire aborti clandestini in una ambulatorio degli orrori in provincia di Caserta

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Giovani ragazze nigeriane rimaste incinte erano costrette a subire aborti clandestini in una ambulatorio degli orrori in provincia di Caserta.

Aborti Clandestini

Aborti clandestini: ragazze nigeriane costrette ad abortire in un ambulatorio dell’orrore

Quello che i carabinieri della compagnia di Mondragone hanno scoperto a San Cipriano d’Aversa, in provincia di Caserta, al termine dell’indagine rinominata “Erode” è un ambulatorio degli orrori, dove giovani donne nigeriane, finite nel giro della prostituzione, erano costrette a sottoporsi ad aborti clandestini con pratiche dolorosissime senza alcun rispetto delle condizioni igienico-sanitarie. A gestire questo mattatoio era Friday Ewunoragbon, un connazionale 51enne, residente in Italia da venti anni con regolare permesso di soggiorno. Già noto alle forze dell’ordine con il soprannome “Doctor Friday”, è stato arrestato a Castel Volturno grazie all’intercettazione di una conversazione telefonica avvenuta con una sua assistente proprio durante un’operazione, in cui il finto medico incitava/esortava l’assistente a estrarre il feto.

Aborti clandestini: in meno di un mese almeno 6 casi di aborti accertati

Durante il blitz condotto dai carabinieri sul luogo incriminato, ovvero l’ambulatorio dove venivano praticati aborti clandestini, sono state trovate due giovani che poco prima avevano subito un aborto senza anestesia. Una di loro teneva stretto il suo bambino, uscito miracolosamente incolume dall’operazione, mentre l’altra è stata sentita dalle forze dell’ordine, che stanno cercando di ricostruire per intero la vicenda. In meno di un mese, i carabinieri, sotto il comando del capitano Luca Iannotti e del tenente Lorenzo Galizia, avrebbero accertato almeno 6 casi di aborti. La mattina, l’uomo dava una mano con le buste della spesa fuori dai supermercati in cambio di qualche obolo, mentre di notte diventava un macellaio, operando giovani ragazze rimaste incinte in un ambulatorio improvvisato, con il rischio di setticemia dietro l’angolo.

Aborti clandestini: chi paga per far abortire queste donne

Nel corso dell’indagine, chiusa in appena 12 giorni, i carabinieri hanno scoperto un vero e proprio tariffario: 300 euro con i medicinali per le gravidanze tra le 4 e le 5 settimane, 2500 euro, invece, se le gravidanze erano superiore ai tre mesi. A pagare queste somme erano le madame, trafficanti di esseri umani prive di ogni coscienza che lavorano per la mafia nigeriana.

Andrea Petricca

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